Una carriera a fasi

Comunicato n. 9

Si può dividere la carriera di un copilota a fasi? Certamente sì. Ce lo ha dimostrato Carlo Cavicchi nell’auditorium della regione Fvg venerdì 29 ottobre. L’attuale direttore di Quattroruote ed esperto di rally, nonché amico di Maurizio Perissinot, ha incantato la folta platea nel corso della serata dedicata all’indimenticabile copilota pordenonese scomparso nel dicembre del 2004 ed al quale l’evento era dedicato. L’incontro si è svolto a cura della Scuderia Sagittario e dell’Aci di Pordenone, nell’ambito delle iniziative di contorno del 24° Rally Piancavallo Storico. In sala c’erano quattro piloti che in carriera hanno corso con al fianco Maurizio: Carlo Bisol, Angelo Presotto, Tony Carello e Sandro Munari, il “Drago”, uno dei più grandi rallisti di tutti i tempi, colui che ha saputo vincere con la Lancia Fulvia Hf e con la Stratos.
Quattro fasi, dunque, che Cavicchi ha numerato: la prima con Bisol all’esordio, la seconda con Presotto, ufficiale in squadra Opel, fino all’appiedamento, la terza con l’ingresso in Lancia (“raccomandato” dallo stesso Cavicchi) e con la vittoria del titolo europeo con Carello nel 1978. Infine, la fase quattro, con il compianto Bettega, culminata in modo tragico con la scomparsa del trentino per incidente nel 1985 in Corsica, dopo la quale fu proprio Cavicchi (come ha confessato nel corso della serata) a dire a “Icio” che doveva smettere di correre perché aveva già ricevuto tre “segnali” importanti, tre incidenti, e non era il caso di insistere. Di racconti ne sono venuti fuori parecchi, fin dall’esordio a San Martino di Castrozza nel 1972 con Carlo Bisol. Di Perissinot, Presotto ha detto: «Maurizio aveva la nota “secca”, sapeva rendere il concetto del tipo di curva che si profilava e la sua cadenza era sintomatica». In pratica, la sua navigazione “raccontava” il percorso della prova speciale. Di un professionista che non ha sbagliato nulla (Perissinot era molto preoccupato prima del via della gara) ha parlato anche Sandro Munari, che con il copilota pordenonese vinse nel 1977 il Rally della Valle d’Aosta, ultimo successo in gara della Lancia Stratos (poi la Fiat avrebbe puntato sulla 131). Il pubblico in sala ha apprezzato molto questi “pezzi di storia” di rally. Nel corso della serata Fabrizio Grigoletti ha consegnato a Michela Perissinot un assegno di 1197,90 euro, frutto della vendita del libro “20 anni di Rally Piancavallo – Una storia che continua”, ristampato nel 2009. Al tavolo con gli ospiti, un sempre appassionato Luca Ciriani, uno che al Rally Piancavallo ha sempre creduto, anche in occasione della sua riedizione in chiave storica.

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